BUON 2010 Stampa

BUON 2010
A Cura di Angelo Battisti

E’ arrivata la fine dell’anno, tempo di bilanci e considerazioni, di resoconti ma soprattutto di speranza, speranza che il nuovo anno possa portate qualcosa di nuovo, magari migliore, rispetto al vecchio che si affida la storia e che appare molto spesso avaro di qualcosa. E allora, a tutti voi, un sincero augurio di un buon 2010.

Buon 2010 perché per la prima volta abbiamo visto un “non bianco” diventare presidente dello Stato più potente del mondo, lì dove c’era il Ku Klux Klan e dove esistevano i mezzi pubblici e i ristoranti solo per bianchi. Un passo storico, qualcosa per cui varrà la pena dire ai nostri nipoti “Io C’ero!”. Buon 2010 perché anche noi abbiamo risposto alla grande, mantenendoci al passo con la galoppante avanzata della democrazia d’oltreoceano: scandali politico-sessuali, processi di mafia in cui vengono tirati in ballo tutto e tutti, risultati elettorali che vedono un notevole rafforzamento dei partiti considerati non proprio centristi (o comunque fortemente antagonisti), in un quadro di disaffezione popolare alla politica sempre più dilagante, di una crescente intolleranza generale, fatta di violenza e di attacchi fisici ai politici. Un mal di politica che comunque non è solo il nostro visto che i rinnovi presidenziali in altri paesi, come Iran e Afghanistan, hanno fatto più clamore per i possibili brogli e gli scontri rispetto al significato vero e proprio del risultato.

Buon 2010 perché abbiamo visto le manifestazioni per il 20° anniversario della caduta del muro di Berlino, della fine della guerra fredda, dello scongiuramento di una guerra nucleare. Abbiamo visto politici da ogni parte del globo esortare quel vento di cambiamento e democrazia che avrebbe dovuto ridisegnare il mondo e che invece non riesce a scalfire minimamente tutti gli altri i muri esistenti ancora oggi tra Messico e Usa così come tra Marocco e Sarah Occidentale, al pari del divisorio fortificato tra Israele e Cisgiordania, quello che divide la parte Greca e da quella Turca di Cipro, la linea ideale tra le due Coree ed infine le fortificazioni britanniche a Belfast. Senza contare tutti quei muri e barriere ideali presenti in diverse parti del mondo.

Buon 2010 perché, nonostante i trattati internazionali, l’Iran prosegue la sua ricerca atomica senza mettere in luce le sue vere intenzioni, mentre la Corea del Nord, molto più sfacciatamente, prova i propri missili balistici corredando il tutto con grandi parate e festeggiamenti, come quelli di sovietica memoria.

Buon 2010 perché la comunità internazionale, stretta dal gioco dei grandi, non si prodiga nel cercare delle soluzioni concrete, ma preferisce fregiarsi di aver chiuso con successo la questione africana e dichiara finalmente concluso il conflitto in Darfur. Dopo più di mezzo milione di morti, comunque un numero sempre inferiore alle innumerevoli scuse che l’Organizzazione Nazioni Unite dovrebbe fornire per essere stata molte volte spettatore non pagante, in Sudan come in molti altri posti.

Buon 2010 perché l’Italia invece si fa carico di rispettare appieno il trattato di non proliferazione nucleare, usando gli atomi solo per scopi civili e conclude con la Francia un accordo per la costruzione, sul nostro suolo nazionale, di quattro centrali atomiche entro il 2020. Peccato che qualcuno qualche anno fa ha espresso un parere diverso. Italia, che sempre nel rispetto dei trattati firmati, fa quasi esplodere i centri di accoglienza temporanea mentre, dall’altra parte, chi doveva impegnarsi nel combattere il fenomeno, non solo non si fa carico delle proprie responsabilità, ma addirittura si presenta nello Stato che ha costruito le sue scuole e le sue strade, le sue condutture idriche e le sue reti elettriche dando i natali alla sua economia e pretende ancora altre “scuse ufficiali” per l’”orrore coloniale”.

Buon 2010 perché mentre noi viviamo nella politica fatta di parole ed idee, anche se non mantenute o continuamente cambiate, buona parte del resto del mondo sembra rimasto indietro: colpi di Stato, raid, attentati terroristici. Se da una parte (dopo 15mila vittime e 25 anni) i ribelli delle Tigri Tamil vengono definitivamente sconfitti in Sri Lanka, dall’altra, in Nigeria, continuano gli scontri tra governo ed estremisti islamici in un paese martoriato dalle diversità religiose. Nuovi regimi soverchiano e si insediano al posto di vecchie dittature: Guinea Bissau, Madagascar, Honduras. Buon 2010 perché viviamo in un mondo in cui le differenze religiose, i conflitti etnici, le diatribe economiche e geopolitiche, segnano ancora morti, naturalmente tra i civili, i veri soldati delle guerre contemporanee: Indonesia, Maiorca, Bagdad, Pakistan, Filippine, Russia; ognuna di queste località è rimbalzata su giornali e telegiornali corredate di sigle o comunque formazioni generiche: Al Qaeda, Eta, estremisti islamici, separatisti ceceni. Bombe, kamikaze, mine antiuomo o anticarro, fuoco, condanne a morte sommarie; qualunque sia il mezzo, il risultato sono comunque migliaia di vittime, tra i quali ricordiamo anche i 6 paracadutisti italiani caduti in Iraq il 17 settembre.

Buon 2010 perché abbiamo visto un anno consumarsi tra tragedie evitabili che molto spesso hanno lasciato spazio più alle polemiche e agli attacchi tra politici ed addetti ai lavori, senza alcun rispetto per chi (solo per colpa di altri, che probabilmente ancora conservano il loro posto di lavoro) hanno rimesso con la loro vita, come a Viareggio. Siamo rimasti impotenti nel vedere (e sentire nel nostro caso specifico) tremare la terra quella notte del 6 aprile, sisma che non ha risparmiato la vita a più di 300 persone, lasciando senza casa quasi 65000 individui. Evento imprevedibile che però ha messo in evidenza le falle di questo paese. Edifici statali fatiscenti che cadono al primo colpo (questura, casa dello studente e via dicendo) le cui macerie sono ora oscurate dall’ombra di edifici vecchi di secoli che del terremoto (anche miracolosamente) si sono per lo più scrollati di dosso la polvere.

Buon 2010. L’anno della magistratura colpevole e delle carceri con le porte girevoli, l’anno delle condanne dure (in alcuni casi delle esecuzioni) agli spacciatori e scippatori e dei domiciliari nei villoni e dei mega condoni ai vari amministratori ed evasori, di quelli che si dicono “perseguitati dalla giustizia” e si dichiarano “incompatibili” con il regime carcerario.

Buon 2010 perché è stato ancora una volta l’anno d’oro delle case farmaceutiche che grazie alle ipocondrie diffuse e al terrorismo psicologico delle nuove malattie, hanno fatto miliardi su miliardi, mentre nello stesso momento, non solo ci accorgiamo che la normale influenza miete più vittime dell’H1N1 ma che nel mondo sono molti di più i decessi per orecchioni, morbillo e varicella, soprattutto in paesi dove non esistono i rimedi nemmeno per i piccoli tagli e dove la prima causa di morte è l’AIDS arrivata nel 2009 al traguardo dei 25 milioni di vittime.

Avremmo voluto augurare un buon 2010 anche a diverse persone che hanno abbandonato la vita terrena e che ci pare doveroso ricordare. Ci hanno lasciato grandi personaggi della cultura italiana come Mino Reitano, Alda Merini, Oreste Lionello, Candido Cannavò e Mike Bongiorno. Noti personaggi politici del calibro di Susanna Agnelli e Ted Kennedy. Hanno lasciato un vuoto considerevole grandi dello sport come Giacomo Bulgarelli, della cultura mondiale come l’antropologo Claude Levi-Strauss, nonché personaggi simbolo di un’epoca come Michael Jackson.

Buon 2010 perché il 2009 è stato un anno di anniversari importanti, 20 e 50 anni sono passati dalla fine del socialismo e dall’entrata di Fidel Castro all’Avana. 40 sono le primavere trascorse dal gesto di Jan Palach, lo stesso lasso di tempo trascorso dalla prima trasmissione dati realizzata in ambiente ARPANET, il padre antesignano del web moderno. 40 gli anni dalla strage di piazza fontana, simbolo dell’inizio degli anni piombo.

30 sono gli anni trascorsi dall’omicidio di Guido Rossa, sindacalista ucciso dalle Brigate Rosse, dall’attentato a Mino Pecorelli, dalla presa di Potere di Saddam Hussein in Iraq, dall’invasione dell’Afghanistan da parte dell’Unione Sovietica, e dalla presa di potere del regime degli Ayatollah in quella che una volta si chiamava Persia.

Esattamente 20 anni fa la Russia lasciava l’Afghanistan, il web come lo conosciamo noi vide la luce, con la fine del socialismo incominciarono le proteste in piazza Tienanmen ed il mondo apprese la notizia dell’esecuzione di Nicolae Ceausescu.

Appena un decennio fa, nasceva il movimento No Global (il cosiddetto popolo di Seattle) e Carlo Azeglio Ciampi diventava il decimo presidente della Repubblica Italiana.

Sembra quasi che il resoconto del 2009 somigli in qualche modo agli avvenimenti dell’ultimo mezzo secolo e che gli episodi, estrapolati dal loro contesto temporale, sembrano non sfigurare se spostati in altri periodi. La storia si ripete sempre e noi continuiamo a cercare le soluzioni senza saper parlare una stessa lingua, o quanto meno utilizzare uno stesso codice, non riusciamo a trovare una via di uscita ad un problema senza per forza dimenticare definitivamente ed inevitabilmente un altro. Questo è l’anno che ci stiamo buttando alle spalle e, molto probabilmente, sarà l’anno che regaleremo alla storia anche il prossimo 31 dicembre.

Buon 2010

 

 

Sondaggio di Settembre

Si ritorna a scuola. Dati recenti indicano che l'istruzione Italiana è in flessione rispetto a quella che è la media degli altri paesi europei e non. Secondo lei, quali sono le azioni da compiere per miglorare il sistema?
 
Trykkeri kontorstole Renault
seo konference CMS